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Category Archives: Zeitgeist
Zeitgeist III – Moving Forward
Ok, ok, ne abbiamo dette di tutti i colori sul comportamento “fin troppo umano” di Peter Joseph al momento del rilascio del suo nuovo capolavoro. Ho quindi bisogno di fare una piccola “review” io che c’ho dato molto dentro con le critiche, sia sul sito ufficiale, sia sul chapter italiano, sia appunto su questo sito e i social network che utilizzo escludendo forse LinkedIn
Quindi: intanto il video.
Si tratta di 2 ore e 40 minuti di puro riassunto del significato della vita. Se il primo era discutibile e il secondo aveva qualche margine di dibattito, questo ti lascia totalmente ammutolito. BUONA VISIONE:
D’altra parte, il fatto stesso che duri 2 ore e 40 minuti è indice di “invisibilità” per un utente italiano, a prescindere dalla sua posizione politica e alla sua partecipazione alla politica. Già immagino quindi che SI a un pippone di sei ore sul Che o sul Duce ma assolutamente 2 ore e 40 in inglese sottotitolato so’ troppe… Parto quindi dal presupposto che molti di voi non lo vedranno, come al solito: c’è chi non lo vedrà per partito preso, chi non lo vedrà a causa dei propri “balzi di fede”… Ecco perché ci sono qua io, per voi, a tentare di ispirarvi ed andare a fondo alla questione Zeitgeist. Avevo iniziato questa cosa per la mail di rito che mando un po’ in giro ogni volta che esce un video sull’argomento. Si, faccio apostolato, l’ho già detto, non faccio parte di niente, seguo un mio percorso…
Comunque, eccoci. Io ci provo. Vi dico il saliente. Poi fate voi.
I Natura umana / Comportamento umano
in questa prima parte, subito quattro interviste intrecciate: Robert Sapolsky (biologo, neurologo, neurochirurgo), James Gilligan (psichiatra con esperienza quarantennale di prigioni americane), Gabor Mate (Fisico, psicologo, famoso per i suoi studi sul deficit di attenzione e iperattività) e Richard Wilkinson (epidemiologo e studioso degli effetti delle diseguaglianze sociali) spiegano a turno, in una serie di sequenze montate come se partecipassero a un discorso unico come i geni non hanno alcuna influenza sulla crescita e la personalità di un individuo, spiegando invece come questa (e con essa l’insieme dei comportamenti che fanno una persona) viene interamente formata attraverso l’esposizione all’ambiente, a partire dalla vita intrauterina.
Addirittura le malattie non dipendono dai geni. Gli studiosi sostengono che la scienza ha dimostrato che i geni contengono fattori di “predisposizione”. Predisposizione, non “predeterminazione” comunemente associata loro. Si arriva quindi all’assunto che anche i comportamenti antisociali, l’attitudine alla violenza, la tendenza alla dipendenza da droga, non abbiano nulla di “geneticamente ereditario”. D’altra parte, invece, portano prove e dati a sostegno del fatto che la maggior parte dei fattori determinanti avviene nelle primissime fasi della vita, e lo fanno con numerosi esempi: toccare la fronte del bimbo in incubatrice favorisce lo sviluppo del cervello, allungando materialmente l’aspettativa di vita del nascituro; la totalità dei criminali più violenti ha subito o ha assistito allo stesso crimine che hanno commesso, anche quando questi non sono in grado di ricordarlo.
Quindi, questa prima parte passa all’insegna di: formazione della personalità, abusi infantili, abbandono, bio-psico-socialità dell’essere umano. E soprattutto il concetto di “Abbandono Prossimale” (nel senso di prossimità, cioè quando un genitore è presente fisicamente ma mentalmente assente a causa del proprio personale stress psicosociale)
Ora: mi si lasci dire una cosa. La mia generazione e, ancor di più, la generazione che noi abbiamo generato, SOFFRE DI QUESTO ABBANDONO PROSSIMALE. E’ una cosa che riguarda TUTTI noi. Lo stress psicosociale è dimostrabile in un arco che va indietro di SENZA DUBBIO 50 ANNI. Rendendo quindi l’abbandono prossimale una realtà inevitabile. Anche se, concordo con voi, non sensibile quanto (ovviamente) un abuso o un vero e proprio abbandono… E se pensate di aver letto questo e credete di no, che siete invece genitori presenti anche mentalmente… o se pensate che leggendo questo possiate evitarlo… scordatevelo. E’ nel sistema cui contribuiamo lavorando. E, a meno che non viviate al di fuori di questo clima sociale, siete fregati.
Questa parte conclude più o meno che i bisogni umani, quando vengono espressi e trovano il conforto che cercano, portano l’individuo verso alcuni comportamenti. Quando invece vengono espressi e non trovano il conforto che cercano, portano l’individuo verso altri comportamenti. Uno di questi, ovviamente, è il reprimere tali bisogni. Ciascuna di queste cose ha conseguenze sui nostri comportamenti. Non so se si può non essere d’accordo con questo, a me pare ineccepibile.
Patologia sociale
Questa parte è tenuta insieme principalmente dall’intervista al dottor John McMurtry, etico, filosofo ed anticapitalista convinto, che prende il mercato proprio dai concetti iniziali, Adam Smith, John Locke, ecc. Concetti come la “razza dei lavoratori”, la “mano invisibile del mercato”, economia basata su cose come le persone in carcere, o sulle malattie che perpetuano, il consumo ciclico, ecc. sono presenti in questa sezione del video.
Concetti sui quali si può avviare una discussione, certamente, perché si parla di testi risalenti a periodi non propriamente sotto l’occhio della scienza in senso moderno. Partecipa anche Michael Ruppert (diciamo che è uno che investiga sulle cover-ups della politica), in una intervista separata: in questa parte comunque c’è (anche se qui è messo molto meglio) quanto era già indicato nel filmato di orientamento dell’attivista del Movimento Zeitgeist. Qui purtroppo confonde i termini “economia” con “economizzare”, ed è alquanto imbarazzante… anche se il concetto è giusto. Ma è l’efficienza, non l’economia, il concetto che si occupa di cose come la riduzione degli sprechi e l’allontanamento della fase di obsolescenza del prodotto. Cosa che ribadisce poco dopo.
Comunque, va avanti sulle cose che già sappiamo, in particolare se avete letto “Patologia Sociale” su questo stesso sito: obsolescenza pianificata, consumo ciclico, sfruttamento del lavoro, finta concorrenza… Cose come “Se il cancro fosse debellato sparirebbero migliaia di posti di lavoro”, ecc. Tutte cose di cui s’è parlato già, messe nuovamente in riga per ribadire la religione del soldo, in contrasto con la natura e la curiosità umana.
La natura delle relazioni stesse, infine, ridotta a scambio.
E’ sempre qui che si arriva, come su TROM. Tassi d’interesse, debito, lo schema Ponzi, ecc. Quando arriva alla borsa, dove si comprano e vendono soldi e debiti, interviene anche Max Keiser, ex broker e ora, diciamo, uomo di spettacolo. Che, essendo stato parte di quel mondo, può ora con tutta tranquillità affermare che in pratica la frode è ormai regola intrinseca al sistema.
Ritornano Wilkinson, Gilligan e Sapolsky con il fattore di maggiore impatto e cioè la diseguaglianza sociale insieme alla definizione dello stress psico-sociale cronico causato dal sistema monetario/di mercato.
La carrellata dei fattori quali innovazione, salute, ecc. in nazioni disposte per grado di eguaglianza sociale la trovate su http://www.equalitytrust.org.uk e sono gli studi di Wilkinson.
Progetto Terra
Un grande classico: immaginiamo di essere su un’astronave e di trovare la Terra, come in Battlestar Galactica.
La Terra come la conosciamo oggi, solo senza l’homo sapiens-sapiens. Quale approccio avremmo nella colonizzazione? Approccio politico? Religioso? O piuttosto scientifico?
Chiaramente, Jacques Fresco se la comanda, se la suona e se la canta in questa parte, che non vi sto a dire perché dovreste saperla a memoria o aver visto in questo sito alcune primizie tecnologiche come il vertical farming, il venus project, ecc.
NON SI TRATTA DI FARE LE CITTA’ DI STAR TREK! Si tratta di accettare processi in atto, come ad esempio la meccanizzazione e la disoccupazione tecnologica. E di reagire di conseguenza.
Volete sapere il programma di un così ambizioso progetto? Eccovelo. ATTENZIONE: SPOILER!
I – Sistema di Gestione delle Risorse Globali
1) Scansione della Terra: alla ricerca delle zone migliori dalle quali trarre energia di vario tipo (e ce ne sono a bizzeffe, con la nostra tecnologia e senza lo scoglio del sistema monetario: solare, eolico, delle maree, geotermico, del moto ondoso…)
2) Gestione delle risorse riscontrate: Non solo monitorare l’andamento del consumo delle risorse da parte dell’uomo, ma anche l’andamento della rigenerazione di tali risorse da parte del pianeta
3) Spostamento delle risorse: la Teoria dei Sistemi ha già la risposta. E anche noi. La creazione di un software di aggregazione dati, di nome appunto Sistema di Gestione delle Risorse Globali. Esso conterrà tutti i dati riscontrati e l’indice di consumo da parte nostra e rinnovabilità.
II – Sistema di Gestione della Produzione Globale
1) Preservazione Strategica: e cioè utilizzo di materiali tenendo conto dell’equilibrio dinamico (e cioè il tempo che impiega a riformarsi), così da mantenere attivi i meccanismi del pianeta. C’è perciò bisogno di sapere ciò di cui si ha davvero necessità ed utilizzare risorse fossili solo in caso non fosse possibile fare altrimenti
2) Sicurezza Strategica: e cioè una produzione che tenga conto della preservazione strategica, evitando meccanismi retroattivi come l’inquinamento…
3) Efficienza Strategica, nelle forma di tre protocolli:
- costruire beni fatti per durare
- costruire i beni tenendo conto di tutte le condizioni per il riciclo
- costruire i beni in particolare quelli a tecnologia con maggior tasso d’innovazione, come l’elettronica, tenendo in considerazione l’idea di estenderli e rinnovarli senza dover essere distrutti.
Queste due cose sono cose TECNICHE, che non hanno bisogno di alcuna opinione. Basta inserire le variabili in un programma, una sorta di motore di calcolo, in grado di calcolare la soluzione migliore e di tirarla fuori. Non c’è politica, religione, non ci sono opinioni personali, ipotesi da indottrinamento, nulla.
III – Distribuzione
1) Strategia della Prossimità: Ovvero eseguire gli spostamenti col minore impatto da un luogo all’altro.
2) Sistema di tracciamento della Domanda e Distribuzione. Attraverso un tracciamento corretto di domanda e distribuzione è possibile gestire le quantità dei beni e le destinazioni nel modo più efficiente. Sembra inverosimile, vero? Ebbene: tutte le grandi marche lo fanno già. Ciascuna per se. Il motivo per il quale lo fanno è per non arrivare ad avere eccedenze, ne’ carenze. In pratica questo sistema esiste già.
3) Accesso Strategico: questa apparirà ovvia. Ciò che conta di moltissimi beni attualmente in circolazione non è il bene in se’ ma lo scopo per il quale occorre. Ad esempio se la telecamera ti serve solo quando sei in viaggio, sarebbe assurdo possederne una. E’ più efficace che la telecamera sia disponibile per te quando la necessiti e che la riporti quando hai terminato. Potresti permetterti così una telecamera da paura, potentissima se devi fare un filmone o piccolissima se vuoi fare un reality a ricordo del viaggio… subacquea o radiocomandata… insomma… sfiziamoci!!! La logica è quella: utilizzo in luogo del possesso.
Conosco l’obiezione tipica, che viene ora: dice “Si, questa è davvero utopia!! Non si è mai visto un ‘negozio’ dove entri, ti prendi le cose e poi le riporti”.
Ah no? Che mi dici delle biblioteche? Eh? Prendi la buona idea già presente nel sistema e la “riscali”, cambiandone le dimensioni…
Se ben gestite, queste tre cose sinergicamente possono garantire illimitato accesso all’abbondanza da parte della civiltà umana tutta. Scusa se è poco eh…
Qui interviene il dottor Behrok Khoshnevis, che spiega come la meccanizzazione non sia un’idea o una proiezione nel futuro ma una realtà solida che va intensificandosi. A discapito del lavoro umano. Adrian Bowyer presenta invece Rep-Rap, la stampante 3D.
Questa parte mostra anche come l’individuo viene “ammorbidito” dal sistema monetario, e convinto a credere che liberarsi dal lavoro vuol dire non fare un cazzo dalla mattina alla sera.
Parte finale
L’ultima mezz’ora riassume ed integra un po’ i punti messi in evidenza prima, dopo aver descritto l’ipotesi del Venus Project (costruire una città nella misura più efficiente e sostenibile conosciuta dall’uomo), l’illusione dell’attuale concetto di democrazia, la falsa idea che il mercato abbia causato l’incremento della salute e della qualità della vita (che è dimostrato invece essere il frutto dei progressi scientifici e dei progressi della petrolchimica), la violenza strutturale, ecc.
Vi partecipa il geologo Colin Campbell e, prima della parte finale, si parla dell’era del petrolio e come questo sia alla base, attualmente, dell’agricoltura e della vita tutta… finendo proprio per “farne parte”, essendoci ormai tracce di petrolio in qualsiasi cosa.
Il film conclude con la visione di un futuro in cui si guarderà a questo e ai soldi, così come ora noi guardiamo ai coltelli di pietra del paleolitico. Le immagini che vedevamo, di quando in quando, sull’uomo con la valigetta a Times Square, fanno parte di una lezione di storia su come è finita quella fase della storia dell’uomo: una rivolta globale, senza alcuna violenza registrata, la restituzione dei soldi alle banche, i potenti capiscono e si arrendono, le forze dell’ordine cedono, e l’umanità conosce un nuovo inizio.
Considerazioni Personali
Mi secca dirlo, perché mi aspettavo tantissimo da questo lavoro di Peter Joseph ed ha davvero quasi coperto ogni mia più rosea aspettativa. Però devo per forza di cose ammettere che è TERRIBILE la parte finale.
Nel senso che, al di là del significato indubbiamente ispirante, è davvero una parte realizzata in modo “pacchiàno”, come diciamo a Roma. Addirittura le ultime tre frasi sono in transizione… e se guardate attentamente il pianeta Terra durante la transizione, l’effetto è bruttissimo: in pratica sono tre immagini, e la Terra è riportata in tutte e tre (INVECE DI FARE LA TRANSIZIONE SOLO SUI TITOLI, HA FATTO LE TRANSIZIONI CON TRE IMMAGINI), col risultato che la Terra si muove poco poco e segue le transizioni.
Un risultato terrificante che quasi uccide un altrimenti splendido lavoro di armoniose animazioni, effetti sui video (avrete notato gli sfondi durante le interviste… insomma, non è certo un novellino) e un montaggio praticamente perfetto delle interviste e dei grafici. Non mi piace la canzone finale sessantottina ma il resto del video è molto ben musicato. Niente, il finale è ispirativo ma realizzato male. E, da due o tre cose che ho capito, forse è stata proprio la realizzazione del finale a fargli spendere più di 200.000 USD!
A mio avviso, quindi, se le poteva risparmiare e poteva senz’altro fare un’altra animazione sullo stile di quella che apre il film (quella sulla vita di Fresco) che personalmente ho trovato molto bella.
E’ chiaro che il film è molto di più di questi aspetti diciamo un po’ più tecnici. Però sotto l’altro profilo, quello del contenuto, del messaggio intrinseco, di alcune sempre più rare opinabilità insite negli argomenti… lo trovo impeccabile, e devo dire che è una brutta chiusura quella di chi non vuole vederlo perché pensa che il sistema attuale sia giusto e che se cambiassero gli interpreti sarebbe il migliore sistema possibile.
No, davvero, questo scordatelo proprio…
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2 Comments
:Moving Forward [AGGIORNATO]:
Questo non ha bisogno di presentazioni. Ce l’avevamo in canna, lo aspettavamo ormai da due settimane. Non è ancora la release ufficiale. Ma tant’è. Non ci aspettiamo verità sconosciute prima, ci aspettiamo per la terza volta un ottimo lavoro di ingegno, sintesi, regia, musica, animazione, in un discorso divulgativo e senza dubbio propagandistico che ponga ancora una volta l’attenzione sulle delizie di un futuro basato sulla gestione delle risorse e la relazione strettissima tra l’ambiente e la natura umana.
Aggiornamento del 26/01/2011:
Il video qui incapsulato era la versione “teatrale” di Zeitgeist Moving Forward. “Fuoriuscita da una fonte interna”, dice il sito web relativo. Anzi, vi traduco proprio il messaggio, dal momento che la cosa è notevolmente fastidiosa:
A CAUSA DI DIFFICOLTA’ TECNICHE, IL RILASCIO UFFICIALE ONLINE DI ZEITGEIST: MOVING FORWARD E’ RITARDATO DI UN CERTO NUMERO DI ORE.
TRISTEMENTE, UNA INTERNA ED INCOMPLETA COPIA DEL LAVORO E’ STATA TRAFUGATA. SE HAI QUESTA VERSIONE, PER FAVORE NON LA METTERE ONLINE. SE LO FAI, SARA’ RIMOSSA COMUNQUE TRAMITE I NOSTRI AGENTI PER FACILITARE LA DIFFUSIONE DELLA VERSIONE UFFICIALE.
ANCORA, SE METTI ONLINE LA VERSIONE NON CORRETTA, UNA DICHIARAZIONE DI COPYRIGHT SARA’ EMESSA NEI TUOI CONFRONTI AFFINCHE’ LA VERSIONE NON CORRETTA VENGA RIMOSSA, QUINDI PER FAVORE NON ESEGUIRE UPLOAD.
LA VERSIONE (GRATUITA) UFFICIALE SARA’ MESSA ONLINE SOLO ATTRAVERSO VIMEO E IL CANALE UFFICIALE DEL MOVIMENTO ZEITGEIST
Cioè, in pratica il video è Zeitgeist PIRATATO? ![]()
Sul forum del movimento zeitgeist italia ho letto che “nessuno avrebbe dovuto metterlo in giro”… MA SCHERZIAMO ?
Ce le ha messe “lui” in giro quando ha fatto la “prima ai cinema perché voglio fà l’evento mondiale, poi a tutti gli altri”!
Ma io stesso, se avessi avuto una videocamera per riprendere 2 ore e 40 avrei ripreso Moving Forward. Mica è un film di Hollywood che guardi una volta sola e hai capito tutto… Zeitgeist The Movie è uscito con molta più umiltà, aveva un messaggio che a suo modo era rivoluzionario e quindi automaticamente non cadeva in certe “trappolucce” da dilettanti.
La rimozione della versione cosiddetta “theatrical” da youtube la considero censura!
Ho letto che lo fa per una questione di “genuinità di statistiche”… ma per favore…
Addirittura che “ecco, è uscita la versione leaked e quindi sarà inutile rivedere l’originale”… Intanto… se guardare la theatrical vuol dire non aver voglia di guardare l’originale, vuol dire che la theatrical non è NE’ incompleta, NE’ incorretta.
Ma poi… io (e non solo io) sono convinto che lo guarderò e riguarderò DECINE DI VOLTE! Anche se, avendo seguito le sue lectures (anch’esse viste e riviste decine di volte), non mi porta alcuna informazione nuova.
Questo attaccamento al “pezzo”, più che al messaggio o alle intenzioni per le quali questi video sono nati, è davvero irritante.
Non dovrebbe esserci alcun problema di fronte alla visione di Moving Forward, quale che sia la fonte. Io sarei lusingato da una ricerca così spasmodica da parte degli utenti per un lavoro che ho fatto io. Ad ogni modo, soltanto gli aficionados possono vedere uno zeitgeist non sottotitolato come quello che avevo incapsulato io in questo articolo.
E’, io credo, una questione di “link all’ora”. E’ chiaro che la registrazione di una presenza massiccia è più efficace di una presenza frammentata. Nondimeno… per quale assurdo motivo non dovrei rivedere anche quello “ufficiale”?
Già mi suonò DAVVERO STRANO che non ci fosse il canale LiveStream durante la proiezione del 15 gennaio… con una telecamera che inquadrasse il film… ma il mio punto, sul quale spero siate d’accordo, è che non c’è “ufficiale”, è una distinzione arbitraria. Non me la prendo neanche per la volontà di ricevere feedback che considero legittima. Me la prendo con i messaggi “i nostri agenti”… il “claim di copyright”… la “wrong version”…
Cose che mi hanno fatto pensare si sia vagamente montato la testa. Perché mi trattano come un “seguace”. E la cosa non mi piace proprio.
Per inciso, ho fatto in tempo a vederlo. E lo considero una bellissima opera d’arte, che vedrò e rivedrò volentieri in alta qualità.
Peraltro, il video proposto dal gruppo Zeitgeist cui sono iscritto su facebook e che portava alla seguente pagina, mostra il seguente e più eloquente messaggio:
“Questo video non è più disponibile
a causa di un reclamo di violazione del copyright
da parte di PETER JOSEPH/ GENTLE MACHINE PRODUCTIONS.”
Non mi pare ci sia da aggiungere altro. Non permetterò a queste… “piccole umanità” (e dico “piccole umanità” per non essere altamente scortese) di infangare il giusto messaggio dei grandi (alcuni dei quali ancora vivi) della Terra a causa di questo sconsiderato collezionatore di idee altrui in evidente crisi isterica!
Aggiornamento delle 16 (è sempre il 26/01/2011):
LA VERSIONE UFFICIALE è ONLINE!!
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:Moving Forward – una breve introduzione:
Il video che segue è costituito da pochissime riprese dell’evento triestino di Moving Forward, cui succede una breve intervista a Paolo Posocco, che tenta di riassumere brevemente lo scopo del movimento.
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:nell’attesa:
Nell’attesa del 25 gennaio 2011, data di rilascio del film “Zeitgeist: Moving Forward”, NapoliUrbanBlog ha messo insieme qualche pezzo del film e qualche intervista dell’evento del 15. Buona Visione!
Queste, secondo me, sono le uniche cose che possono fare i “movimenti” che si ispirano a Zeitgeist. Metterne insieme spezzoni, chiedere alla gente, tastare il terreno principalmente a caccia di critiche. Dubito infatti che ci sia qualcuno che non sia d’accordo coi principi dei film di PJ o col Progetto Venus se gli capitasse di viverci domani mattina…
fonte: litaliasecondome
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:moving backward:
Forse è stato un peccato non esserci stati… Perché un nuovo film di Peter Joseph, c’è da scommetterci, è qualcosa che ti da la carica. Qualcosa di unificatore, in grado di far presente a chi lo vede il proprio posto nelle cose del mondo.
Forse, però, il messaggio dei tre Zeitgeist è un messaggio di tipo universale, che non vuole attribuzioni a questo o a quello.
Io non sono stato, ovviamente, alla proiezione. Ho però tentato di partecipare al dibattito online. Trovando esattamente gli stessi profili utenti che abitano forum e bacheche di ogni dove… Mentre in video c’erano i presenti che parlavano di un film che avevano visto soltanto loro, in chat c’era di tutto: i disturbatori, quelli che volevano avere ragione, quelli che promuovevano il loro sito e davvero nessuna interazione. Mentre ciascuno diceva la sua in un’atmosfera davvero sconclusionata, in video c’era questo Federico Pistono che parlava di un mondo senza leader coi toni di uno che vorrebbe comandare.
Ma è stato quando l’argomento è scivolato su Berlusconi e la solitudine dei ricchi, e quando Federico ha iniziato a parlare del problema della Cina, che ho salutato i presenti e mi sono disconnesso. Io non so se il mondo ha bisogno di questi saccentoni che parlano di nulla cavalcando il successo di un messaggio anarchico, so però che non è quello che faccio io e spero molti come me. Il movimento Zeitgeist Italia ha messo in piedi un bel sito, ma è un “movimento”, con la “m” minuscola, esattamente come i girotondini… Prendono un messaggio universale, come per esempio l’insieme dei valori che vengono insegnati ad una persona per portarla poi a considerarsi così “naturalmente”, e ne fanno argomento da cialtroni. Parlano come se avessero in mano una soluzione ma dalle risposte che danno è evidente che non ce l’hanno. Sapete qual è la risposta tipica alla domanda più spontanea che ti viene in mente dopo aver visto il secondo Zeitgeist (la domanda spontanea sarebbe: “ok, e adesso?”) ? La risposta è stata : “non sei un pecorone, nessuno può dirti cosa fare, la società si aggiorna, non posso dirti “fai così”, perché tra due anni il “fai così” potrebbe essere obsoleto”.
E’ chiaro il trucchetto? I dialoghi, insomma, si basano sul nulla, hanno reso il messaggio di Zeitgeist una chiacchiera da bar… e non c’è via d’uscita da questo. Questa non è una travisazione da poco. Ci si invalida completamente il messaggio di Zeitgeist, accomunandolo con il movimento zeitgeist italia!
La questione di Zeitgeist è quindi doverosamente un percorso personale, che parte dall’accettazione della propria natura all’atteggiamento critico di ciò che il sistema ci propone come ovvio. Previa la giusta educazione. Si tratta di rivedere i propri valori e il proprio essere, di orientarsi verso la comprensione del proprio posto nelle cose cosmiche. E’ solo scendendo dalla ruota che si può vedere bene da cosa si è scesi. In quest’ottica, il movimento Zeitgeist Italia è soltanto un’altra ruota.
Quindi è chiaro che in presenza di link interessanti sarà sempre mio piacere linkare il loro sito, perché è un sito che senza dubbio rende la rete “ricca”. Ma sconsiglio vivamente a tutti di avere qualcosa a che fare col movimento. Non c’entra niente col messaggio di Peter Joseph e Jacques Fresco.
Mi rendo conto… qualcuno dirà: “ma come, Alfò, è il canale ufficiale italiano! Magari sei tu che da solo hai travisato il messaggio di Zeitgeist”. Beh, se il messaggio di Zeitgeist l’ho travisato io, allora vieni qui su questo sito e parliamone.
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:moving forward:
Pasife.net, come molti sapete, è un sito che parla delle cose mie che sono anni che le vado dicendo e sono queste cose qua… quindi il seguente post è un tam tam innocuo. Io non faccio parte di alcun movimento, sono una persona normale e so che i “movimenti” sono pericolosi. Tutti. Uno solo è escluso.
Non ne faccio comunque parte, ma so che non è pericoloso. Perché so che è un gruppo per il quale la parola “movimento” non indica lo sfascio della piazza allo scopo di ottenere il dialogo con un politico. So che la parola “movimento” in questo caso è intesa letteralmente, nel senso di transizione, da società di un tipo a un’altra, di un altro tipo. Una transizione in atto, è inutile girarci intorno.
Domani, 15 gennaio, c’è la prima mondiale di Zeitgeist: Moving Forward. E credo sia davvero inutile ribadire cos’è. Se non lo sapete ora… è davvero il caso di cambiare sito. Tipo… per sempre.
La mappa delle proiezioni è questa qui:
Visualizza la mappa su Google Maps
Il 25 gennaio, comunque, il film sarà senza dubbio disponibile per il download dal sito ufficiale. Quando tornate a casa, la sera, potete seguire dalle 23:30 in poi la conferenza in diretta con Federico Pistono e Daniele Mancinelli dal parco per l’energia rinnovabile a seguito della proiezione.
Per l’occasione, l’ottimo zeitgeistitalia.org ospita la diretta sulle proprie pagine. Pasife.net. Anche pasife.net ospita la diretta, utilizzando come il sito originario il formato video+chat. Così se volete, potete anche intervenire.
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:c’è chi ancora ci prova:
Ne avevamo bisogno? Io francamente no. Recentemente è stato portato alla mia attenzione il fatto che c’è gente che “sente” e “vede” il dio di Abramo e/o le sue manifestazioni di amore nei confronti dell’umanità. Io non ho il cuore di dire che sono menzogne, che i sentimenti sono artifici della mente, perché la fede è un sentimento strano. Ho solo un argomento poverissimo da sottoporre a coloro che continuano a mantenere viva la grande illusione dell’uomo moderno, la prima e l’ultima delle superstizioni: i sentimenti tutti sono un processo chimico che parte dalla somma di ciò che ci circonda con ciò che vogliamo per noi stessi. Ma qui termina la discussione, spesso perché chi ha una idea radicata crede di aver imparato tutto. E non c’è alcun modo di apprendere altrimenti.
Così non c’è alcun bisogno del video che segue, in inglese orale e scritto (senza sottotitoli), che “debunka” il video che “debunkava” la prima parte di Zeitgeist, quella appunto sulla religione. Lo ricevo come segnalazione dalla scrittrice Acharya S., autrice del libro cui Peter Joseph prende spunto per la prima parte di Zeitgeist The Movie. E così come l’ho ricevuto, lo segnalo anche a voi. Buona visione.
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