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Category Archives: Blog
:Essere quello che si mangia:
Rieccomi ![]()
Vi sono mancato? Ma non siate ridicoli… mi avete sopportato sui social network nelle tre settimane a Taiwan… ahivoi, mi dovrete sopportare ancora per qualche stagione.
Tanto per farvi capire che aria tira, ecco un bel video che volevo condividere con voi. Preso da qui, dopo aver letto questo.
Byoblu è l’unico blog di informazione libera in Italia, e quindi al buon Messora va tutta la mia solidarietà.
:Carl Sagan Tribute Series:
Dopo più di trent’anni, ho già scritto, Carl Sagan ha ancora da insegnarci moltissimo. Tant’è che oggi, nel 2011, a più di 10 anni dalla morte del famoso astronomo, c’è gente che rende attuali alcune animazioni ed effetti speciali, si fa carico del montaggio, della musica, prende la meravigliosa voce di Carl Sagan e i suoi “billions of billions…” e ne fa video nuovi, a loro modo inediti. Il messaggio di Cosmos non è affatto invecchiato.
BUONA VISIONE!!
:perché dovresti?:
Premessa
“Per quale motivo devo cercare di rubare così tante mezz’ore al tempo che già mi divora la vita e che faccio così tanta fatica ad accumulare al solo scopo di ricaricarmi, distrarmi, badare alle cose a cui tengo e poi ripartire alla grande… perché dovrei ridurre ulteriormente il mio spazio, solo per vedere una vecchia trasmissione che in ogni caso non smuoverà di un millimetro idee ed opinioni che ho costruito in piu’ di 30 anni di vita, esperienza, pregiudizi, consuetudini?”
Questo è ciò che vorrei sentirti dire, se mi vuoi appena un po’ di bene, visto che io penso di “sbracciarmi” abbastanza sull’argomento Cosmos.
Un po’ di cattiveria
Invece, l’ego è ancora potente. Non consente questo tipo di sincerità. Ed ogni mio tentativo di ispirare la visione di questa straordinaria serie TV si conclude con la promessa che non verrà vista, perché non si ha tempo.
E la tentazione di farti i conti in tasca mi viene. Vedere tracce nella tua vita che possano darmi un’idea sulle tue priorità. Sarebbe ipocrita da parte mia non ammetterlo (cosa che non fa di me una persona meno ipocrita eh…)
Mi viene da fantasticare su come lo si occupa, questo tempo che non basta mai, a fronte di qualcosa di davvero importante ed educativo come Cosmos: ore sui bimbi, ore a mettere a posto casa, ore a mantenere il tessuto sociale nel quale si (soprav)vive… ma, sono sicurissimo, anche ore sui videogiochi, ore e mezze sulle partite la domenica, ore a cena fuori…
Ma almeno di che parla
Ecco perché sto scrivendo questo articolo. Perché per leggere qui, qualcuno, il tempo se lo ritaglia. E allora ne approfitto
Ne approfitto per regalarti una profezia.
Ne approfitto per dirti da ora, e in sintesi, che non è possibile che tu non veda Cosmos. E che sarà meglio tu lo veda ora, prima che scompaia nel giorno in cui all’improvviso Youtube e moltissime altre piattaforme di streaming video entreranno di fatto in regime totalitario. E Cosmos noi non lo abbiamo ricevuto prima di esser messo su youtube. Perché è materiale per americani…
Non puoi non vedere Cosmos, perché Cosmos ti riguarda, intimamente. Cosmos non tratta teorie nuove e recenti, non è l’ultimo superfighissimo documentario della BBC sui pipistrelli del Guatemala, non mostra qualche pseudo-scienziato, pseudo-filosofo in aria di vendita del proprio libro o in cerca di notorietà. Quindi, ora ti dico in tremenda sintesi cosa trovi nell’arco di 13 episodi.
Forse non ti verrà voglia di vederlo, dopo questa breve ed irrispettosa lista.
Forse potrebbe invece venirti.
Forse ti accontenterai di questa lista, e riterrai inopportuno perdere altro tempo. O forse realizzerai che le domande, quelle grandi domande che ti ponevi da piccolo e pensavi di essere il solo, e sulle quali oggi hai dato una risposta di comodo, erano già alla tua portata.
Io non posso pensare al fatto che questi contenuti c’erano già quando io avevo TRE ANNI. Ma nessuno nei miei dintorni ne sapeva. Nessuno a scuola. Tutti incatenati al mondo-società: esisteva (esiste) solo quello. L’unica variante era mia zia: una persona che prima che io nascessi aveva già avuto modo di sganciarsi da quei meccanismi (cosa che non ho approvato e per molto tempo: mia zia è un essere eccezionale, a 70 anni ascolta, discute e si pone dei dubbi con lo scopo di risolverli, il tutto con rara umiltà. Perché invece di stare in famiglia con noi doveva sempre andare, viaggiare, aiutare gente sconosciuta?) per dedicarsi alla Ricerca. L’unica possibile, nel suo tempo: Cristo.
Poi ci ho provato anch’io: anni di parole, libri, fantasie. Niente! La mole di metafore che si incontra lungo la via è mastodontica, le nozioni di cui avevo bisogno erano nascoste, appena percettibili, intrappolate nella letteratura dell’intrattenimento, nelle poesie, nei romanzi… mai una risposta inequivocabile, una verità certa, buona per tutti. Dopo vent’anni zoppicando in questo insano relativismo fatto esclusivamente di “credenze” che pure stavo imparando ad apprezzare e rispettare nel nome di una platonica libertà di pensiero, all’età di 33 anni, PER PURO CASO e incidentalmente in prossimità del giorno del terremoto a l’aquila, ho trovato finalmente il pane che i miei denti avevano atteso una vita.
Ma a 33 anni la mia vita aveva già preso il percorso guidato, lo stesso in cui sei anche tu. Non si possono più fare rivoluzioni, a questa età, con tutto quello che abbiamo fatto alle nostre coscienze. Ma una cosa è certa: il meccanismo di apprendimento ci accompagna per tutta la vita, possiamo imparare anche se abbiamo 99 anni. E non basta aver studiato per 15 anni, se poi si smette e si diventa macchine. Bisogna ripassarci sopra. E poi ancora. E ancora.
Leggi questo breve insulto verso uno dei giganti del secolo scorso, e poi decidi se vederlo, leggerlo, parlarne. E dimmi cortesemente che ne pensi.
- “Cosmos – un viaggio personale” è una trasmissione andata in onda nel 1980 che vede come coautore e narratore protagonista il famoso astronomo Carl Sagan (se ancora non sai chi è, cercalo su wikipedia)
- Cosmos è niente meno che il resoconto, dettagliato e poetico, del rapporto che la nostra specie ha avuto ed ha con l’Universo.
- Per Cosmo non si intende solo l’Universo osservabile con gli strumenti moderni, lo spazio e le teorie scientifiche che risultano da queste osservazioni. Prima di conoscere l’Universo, è la Terra stessa ad essere cosmica.
- Attraverso la narrazione di tipo scientifico per cui da una domanda risolta ne nasce sempre un’altra, Cosmos racconta la travagliata storia della vita, delle civiltà, della conoscenza.
- Nel corso degli episodi, Carl Sagan ci mostra in maniera didascalica e poetica cosa siamo
- Cosmos racconta, attraverso episodi sparpagliati nel tempo, dimenticati, riscoperti o ereditati, da dove viene tutto. E quali sono le nostre radici VERE.
- Cosmos ti dice perché sei qui, e come la tua specie sia arrivata fino a qui. Non tramite autorità, percezione, superstizione. Lo fa attraverso lo strumento che ci ha fatto arrivare dove siamo, nonostante tutto.
- Tracciando un percorso semplice e chiaro, da prima della formazione della galassie a stamattina, è semplice vedere come continua naturalmente questo percorso. Cosmos propone, esattamente come mia zia, di onorare una promessa molto molto molto molto molto molto antica.
- L’oggi di Cosmos era il periodo della guerra fredda. Se capisci un po’ di inglese, guarda questo suo discorso, per me INDIMENTICABILE:
Lo vedrai, non ci sono alternative. A meno che lo scollamento della tua storia personale all’interno della società dalla storia della tua specie all’interno del disegno cosmico non sia giunto a un punto di non ritorno.
Ma io sono convinto che questo non può essere. Lo vedrai, Cosmos, e se non lo vedrai, ne assumerai comunque il contenuto in altro modo, a mio avviso forse più noioso. E’ di questa “assunzione” che si parla, per tutta la vita.
Avverrà.
Devi solo trovare il tempo, decidere quando. Quando lo farai, vieni pure su queste pagine a confrontarti con me.
:se fosse, anche la mia:
Buon pomeriggio,
per questo weekend voglio condividere anche qui uno splendido video proposto da Zeitgeistitalia. Ma questo non va nella sezione Zeitgeist, perché lo reputo un argomento personale. Sul quale, come nelle altre condivisioni, gradirei un vostro parere spassionato. Il video si intitola “La scienza mi ha salvato l’anima”. Intanto vedetevelo, poi se ne parla.
Dunque… intanto, sulla questione Zeitgeistitalia. Ho già detto che io non faccio il tipo di attivismo che fanno loro. Anzi, io non faccio alcun tipo di attivismo. Sono tematiche interessanti, e sicuramente ti sarà capitato di parlarne a quattr’occhi con me. Perché questo è quello che faccio, che poi è il significato del termine Zeitgeist. Non si fanno mob, non si stampano magliette. Si deve accettare lo Zeitgeist in cui viviamo e se ne deve parlare con piu’ persone possibili, cercare di vincere alcune resistenze, fornire qualche nome o fatto affinché ciascuno di noi intraprenda un proprio percorso e, nella migliore delle ipotesi, inizi a rivedere la propria condotta di vita, con tutti i limiti che vengono per forza di cose con l’essere ormai adulti, quindi poco elastici mentalmente e con poca o nulla voglia di lavorare su se stessi a questo scopo.
Poi c’è la musica alla fine, che secondo me non ci sta bene. Ci voleva a mio avviso un buon Vangelis classico:
Infine c’è la questione religiosa. Io non sono affatto d’accordo su come vengono rappresentate le religioni in questo video. Specie come vengono contrapposte alle conoscenze di oggi. Non siamo ai tempi di Galileo. Ad esempio la chiesa cattolica romana è meno impegnata a sopprimere e sostituire scienze e culti precedenti, basando il grosso del proprio impegno nel campo che anch’io ritengo il piu’ opportuno: la personalità. Anzi: LE personalità. L’idea di giusto e sbagliato, i flussi di pensiero, il nostro rapporto con chi ci circonda. La massiccia opera confessionale conforta quanto l’effetto placebo, che al di là di ogni considerazione resta comunque un modo per curarsi. I sacerdoti non parlano col proprio ego, ma per le storie che gli arrivano dai fedeli. Le parole di un sacerdote sono le parole di un’intera comunità. Quelle di una suora sono invece parole date da studio, meditazione, preghiera, esperienza. Un altro modo di riflettere la comunità. La religione non nega lo studio degli astri, anzi, il Vaticano dispone di un osservatorio astronomico.
Il problema, come sempre, non è la religione ma i fedeli. Credere nell’anima, in alcuni limiti imposti dall’alto e condivisi non per conoscenza ed esperienza ma per imprinting (quella che io ho chiamato epicultura, cioè un livello sopra rispetto alla cultura), si riflettono sulla spesa che facciamo tutti i giorni, nel modo con cui ci giudichiamo, influenza il nostro voto e le nostre scelte.
:ci vuole un po’:
Ci vuole un po’ di tempo, per allontanare quella tristezza tipica dell’emotività… la radice della quale contribuisce a sentire la vita e quindi viverla.
Ci vuole un po’, una ventina di ore, per allontanare quell’ansia superstiziosa che investe chi resta a terra, pensando ai propri cari che si spostano volando.
Ci vuole qualche giorno per riprendere possesso di una casa che fino a poche ore prima era abitata, caotica, piena di vita.
E invece ora è vuota, grande.
Piena di roba che, per la vita che faccio io, non fa altro che alimentare i ricordi.
Ci vuole ancora un po’ di tempo perché si accetti l’evidenza dei fatti: la famiglia che ho è “sparpagliata”. Sparpagliata quanto la famiglia da cui provengo, dopotutto. E le mie migliori amicizie. Ho almeno quattro posti nel cuore, solo in questo paese, popolati da persone che amo, alcune perfino che conosco poco, o che non vedo da molto. Cinque, posti, se identifichiamo come “posto” i periodi della mia vita in cui ho frequentato quelli che sono più distanti oggi, e che hanno contribuito a formare ciò che sono oggi. Sono con me ogni giorno, a conti fatti, nella forma di memi a contribuire in quella parte di me che chiamiamo convenzionalmente “coscienza”.
La vita ci porta al largo. L’idea di spiaggia è un puro costrutto culturale. Vale anche per chi vive insieme. Vale per i figli, soprattutto. E lo dico soprattutto per me stesso, per quello che mi aspetta…
Ma oggi non parlo di cose che capitano e non me le aspettavo, cose che avvengono all’improvviso e pensi “oh, è (tipo) una cosa traumatica, cambiamento repentino che bisogna accettare”.
Parlo di cose programmate da mesi, ogni anno, che fanno parte della nostra vita da prima che ci costituissimo (anche burocraticamente) “famiglia”.
Sono dieci anni che la vedo partire.
Sono quattro anni che le vedo andare insieme.
E sono almeno sette gli anni che penso (che pensiamo, insieme) se vale la pena fare così, e come sarebbe “al contrario”. Cioè se noi fossimo a Taiwan e tornassimo in Italia per le vacanze estive.
Ok, ora ci sta bene un buon Battiato a tema
Fai partire, poi continua a leggere.
Generalmente gli allontanamenti non mi sono così ostili. Tra le altre cose il tempo mi ha fatto scoprire di essere fatalista.
Non nego che, in genere, riempio questo periodo di “mancanza di quel meraviglioso caos quotidiano” riallacciando sporadicamente vecchie relazioni, rivedere amici dai quali sono diviso, sempre a causa di queste “onde”.
Ovviamente riempirò anche stavolta il tempo ormai “disoccupato” la sera per esplorare la rete, informarmi, tentando di confutare e di diffondere un mio personale messaggio.
Ma più passano gli anni e più si fa difficile. Un po’ perché forse le onde mi hanno portato davvero molto lontano…
Un po’ perché (quest’anno fanno) dieci anni di ricordi sono molti, e una sera torni a casa dall’aeroporto e ti trovi in un posto improvvisamente pieno di souvenir, disegni, giocattoli, consuetudini, ad ogni ora del giorno e della notte.
Molti ricordi, ed oggetti destinati ad aumentare. Belli eh, se c’è chi li ha condivisi con te. Belli, se usurati dal tempo e dalla vita insieme. Ma se chi vive con te non c’è e sai che non ci sarà per i prossimi mesi… Vabeh, il discorso mi pare chiaro.
Musicato e riassunto meglio di quanto possa dire io nel brano dei PGR “Montesole”… Si, dai, finisci di ascoltare Battiato e poi premi play, che il resto di questo post è un po’ così…
Mi ritrovo (credo ci si ritrovino tutti) quando dice con fermezza “canto la vita che piange / sa attraversare il dolore”
E niente… i vari “Dai, su con la vita, hai tempo di rifiatare un po’ ” e “Goditi questo periodo di riposo, che poi ti ritocca trottare” spesso di circostanza e che mi ritrovo a dire anch’io, finiscono per farmi l’effetto opposto.
Ci vuole un po’ di tempo e nulla più, di adattamento temporaneo a un’altro (antico) tipo di vita. Un tempo che è rituale.
Poi, con la dovuta calma e con l’aiuto delle persone che mi sono accanto ogni giorno/per ciascun giorno, saprò apprezzare nuovamente la gioia di questa parentesi, finestra temporale, pausa familiare, o come diavolo la si voglia vedere. Per poi diventare orgoglioso del fatto di mandare avanti la baracca da solo. Cosa che metterò subito avanti quando insieme torneremo qui, in particolare al primo “Perché non hai messo le scarpe a posto?”
Ci vuole, questa lieve depressione dalle altitudini del mio essere abitudinario. Ne ho bisogno per ripartire alla grande, per far trovare alle mie care una dimensione possibilmente migliore di quando sono andate via. Per riaffacciarmi momentaneamente a una vita di nostalgie che mi ha lasciato e che in finale ho lasciato anch’io.
Perché ho scoperto che rimpianti e catenacci sono puro teatro, di fronte al palcoscenico dell’Universo.
Quindi eccoci! Forse non ti piacerà questo post. Ma è quello “a caldo”. Perché quando te ne vai non vuoi vedermi piangere, perché quando parlo con Martina di queste cose mi raccomandi di non rattristarla. Perché mi dici che devo crescere. Ma sul blog quello che scrivo lo decido io
:discorsetto:
Su Grillo e la politica.
Non si capisce perché si continua a intervistare Grillo in materia di politica.
Non capisco perché non si vada a intervistare uno qualsiasi dei candidati del m5s.
Non capisco come si possa continuare a dire che Grillo è in politica.
Basta leggere un po’ in giro per comprendere che oltre al fiume di parole tipo “populista, demagogo, ecc.” c’è un ex comico che ha smesso di dire quello che pensa e ha preso a raccontare quello che gli altri hanno trovato per lui.
Davvero, tutta la sua dialettica si riassume nell’essere un formidabile ripetitore di cose che saremmo in grado di leggere e sapere tutti. Anche se è vero che la sua mimica fa pensare che lui ne sappia sempre di più, ma lascio a ciascuno il compito di risolvere i propri dilemmi di gioventù.
Quello che vedete in Grillo è un esempio di “filosofia anarchica”. E, se girate qua e là per questo sito, sapete bene che queste due parole non hanno nulla a che vedere con l’anarchia pubblicizzata di questi tempi, quella violenta che spacca tutto, quella dei terroristi. La gestione della cosa pubblica da parte dei cittadini, oggi che c’è mediamente una elevata istruzione ed una serie di meccanismi centralizzati disponibili che è impossibile non vedere, in particolare delle cose basilari quali i beni primari, l’istruzione e la sanità, fanno parte a tutti gli effetti di un modello di gestione trasparente e privo di gerarchie.
… Ma basta parlare di me, ho già la mia montagna di tristezze in questo periodo. BUONA VISIONE!
:referenda:
Se ne dicono di cotte e di crude, ecco tutto quello che bisogna sapere sulle votazioni di domenica/lunedì.
… posto ovviamente il fatto che votare è uno strumento obsoleto per un popolo di analfabeti, antidemocratico e per nulla innovativo se si pensa a quanto cambieranno le cose nel nostro paese all’indomani di un voto.
Conosciamo già la falsità insita in questo sistema di cose. Purtroppo è l’unico “strumento” che scegliamo di avere per fregarcene della cosa pubblica. Invece di studiare, mettiamo la crocetta sotto a uno slogan. E se non è per fregarcene è per non rinunciare al sacrosanto diritto di lamentarcene dopo.
Non serve a niente votare, questo dovreste ormai saperlo. Ma vi rifiutate di accettarlo, continuate a chiamare la cosa “strumento”, perfettamente sapendo che questo “strumento” esiste soltanto in virtù della vostra volontà. Il nucleare in Italia si farà, la legge sul legittimo impedimento cambierà nome e parole per fare la stessa cosa, l’acqua è già privata, checché ne diciate, qualsiasi cosa vogliate pensare del voto… che so… che è ad esempio l’espressione degli italiani…
Vabeh, però ero partito con un altro scopo, oggi. Visto che la rete è rigonfia fino allo sfinimento di spot e slogan sul votare SI al referendum (sappiamo che chi voterebbe NO punta al non raggiungimento del quorum e quindi non andrà a votare), mi pare giunto il momento giusto per uno spot anti referendum del mitico Guzzantino nazionale.
PS: Più di una persona che conosco, ed io mi vanto di conoscere gente dall’indiscusso intelletto, mi ha detto in questi mesi che del referendum “se ne parla poco o niente”. Quello che intendeva dire è, ovviamente, che se ne parla poco in TV e sui giornali. Così, quasi senza ritegno, nella primavera del 2011.
Questi “ponticelli” della mente mi rendono triste. E mi portano a ribadire che anche i giornali sono diventati una televisione di carta. E come la televisione, sono tecnologicamente superati. In quanto tecnologia obsoleta, i giornali e la TV dovrebbero avere meno effetti nella nostra vita quotidiana. L’alternativa è il vederci “tifosi”. E vedere l’effetto di questa propaganda su menti finemente preparate mi fa francamente passare la voglia di ridere.
AGGIORNAMENTO DEL 13 GIUGNO 2011 ORE 12:00
Salvatore mi ha segnalato questo videino, dove compaiono un po’ di personaggi di Boris. Sempre a tema ma più “serioso”…
Sempre a tema, a questo punto includo qui anche il video del mitico OMINO