PREFAZIONE (approfondimento ed invettiva destinato ai genitori):
Di tutte le tradizioni che l’uomo ha saputo creare grazie a quella varietà che contraddistingue la nostra specie; di tutti i gingilli di cui si è circondato nei secoli arrivando alla modernità con le feste che tutti conosciamo e che non riguardano solo il 24/25 dicembre ma iniziano con Santa Lucia, si dipanano nei secoli e nelle distanze tra luoghi dalle usanze diverse mediante la marea di tradizioni legate al monoteismo che si riferiscono ai passi biblici di “avvento” e natività, includendo il Natale con babbo annesso, il capodanno con cenone lenticchie spumante fuochi d’artificio, l’epifania biblica con la befana che lascia le calze e terminando il periodo di festa con il carnevale ma di fatto compiendosi temporalmente nelle celebrazioni pasquali; di tutte le tradizioni che al giorno d’oggi vengono inscenate, nessuna ci parla del motore che ha causato la loro nascita. La radice delle radici, il motivo dei motivi.
Ciò è in parte dovuto al fatto che la storia del Fatto Compiuto come lo chiamo di recente, non fu scritto all’epoca in cui fu elaborato. Non fu censura, niente affatto: all’epoca, infatti, l’uomo non aveva ancora trovato quella forma di memoria collettiva permanente che gli sarebbe tornata utile in seguito (la scrittura) per generare gli aborti dai quali tutti discendiamo e non abbiamo modo di staccarci. E’ inutile quindi fare i sapientoni e sciorinare informazioni apprese sull’origine di babbo natale scalando ogni specchio possibile per portare credibilità all’usanza moderna! Il natale per come è oggi lo si segue e basta. Oggi siamo gli uomini di oggi, e portiamo avanti queste forme di natale, appartenenti alla nostra epoca.
Le nostre tradizioni tutte però hanno radici ben più antiche, solo che noi non abbiamo modo di tenerle in considerazione: la forma mentis con la quale veniamo educati ci impedisce di considerare la storia dell’uomo oltre il limite della scrittura (quindi, quanto? 7.000 anni? Ci metto i puntini alle migliaia, così si capisce bene la mole…), e soprattutto ci impedisce di collegare la storia della nostra specie ai fossili di homo sapiens-sapiens. Che non hanno 10.000 anni. Ma nemmeno 30.000. E nemmeno 50.000!
Ne hanno all’incirca 250.000 (minuto più, minuto meno…). Quindi, su 250.000 anni, degli ultimi 7.000 sappiamo troppissimo, in larghissima parte distorto dal tempo e dai poteri temporali che in 7.000 anni sono parecchi, hanno distrutto tutto più volte, hanno riscritto tutto più volte.
E che abbiamo fatto invece nei precedenti 243.000 anni? Ve lo dico io: NULLA! Non abbiamo fatto nulla. Il 97% della nostra storia è completamente silente. Qualche statuetta di civiltà mitizzate dal significato ignoto è tutto ciò che abbiamo. Ma anche parlare di 20.000 anni fa (l’epoca delle statuette gilaniche) è quasi niente rispetto ai precedenti 230.000.
Ecco perché il Natale ce lo teniamo com’è. Vi dico come si fa da me: il presepe l’alberello e le luci li facciamo l’8 dicembre, i botti li guardiamo e non li facciamo (sono contrario, mi danno fastidio alle orecchie), si dice che in questo periodo siamo più buoni, ci scambiamo regalini e qui in genere io prediligo il cibo, la cena è a base di pesce il 24 dicembre a sera… sono usanze che mi vanno benissimo, non ho nulla in contro i panettoni, e a natale faccio sempre un sacco di foto. Chi ritiene che io dica che non bisogna festeggiare il natale o che voglia abolire le feste non ha capito nulla. Chi lo ritiene sappia che nel precedente articolo, quando ho scritto che la favola della natività è bene saperla, ne era il destinatario. Non è di controcultura che si parla. Si parla piuttosto di Cultura, cioè di conoscere il significato unico di questi festeggiamenti. Che non risiede nei personaggi immaginari, non è nella superstizione, non ha nulla a che fare con le radici di un popolo. E’ facile arrivarci, sforzandosi di coprire 240.000 anni senza andare per forza a finire negli alieni e in dio. Per un bimbo, una forma mentis in via di sviluppo, sarebbe ancora più facile. Ecco perché mi sono messo sotto e ne ho scritto una favola. Una favola per bambini, da opporre alla valanga di miti proposti dalla mia società.
Non essendoci perciò alcuna fonte storica scritta, e a fronte di fatti ormai accertati che se non li avete già accertati la colpa è solo vostra… Possiamo quindi reinventarcela, la vera storia del natale, considerando ciò che sappiamo da quando i nostri genitori erano piccoli, e mantenendo quell’atmosfera di sogno, rinnovamento, quell’atmosfera oserei dire “natalizia”, tipica di questo periodo dell’anno. Perché l’Osservazione ha in realtà rivelato una fantasia sfrenata, di gran lunga superiore alle favolette del medioevo ridisegnate da Disney in chiave massonica che ancora facciamo digerire ai nostri pargoli con la scusa dell’integrazione coi coetanei…
Vorrei sottolineare il “la colpa è solo vostra”, e ridurlo doverosamente a coloro che, genitori come me, non ci hanno nemmeno provato a stimolare la fantasia degli uomini post-millennio. Il fatto di esservi venduti l’anima alla tradizione ricade inevitabilmente addosso a voi colpendo tutti, anche noi “genitori senzienti”, in bilico come siamo nella quotidiana opera di educazione e con la paura di tirare su dei disadattati cronici. La colpa è vostra e conviene che ci facciate pace: state di fatto portando avanti archetipi e stereotipi inutili, nonostante abbiate ampiamente modo di sapere le cose come stanno, e lo fate mentre propagate le superstizioni dei vostri avi (inspiegabilmente intoccate dal vostro grado di istruzione e stile di vita) ai vostri pargoli. Viviamo in una società che associa colpe a punizioni, però vorrei rassicurarvi! Non vi auguro la galera, piuttosto vi auguro una passione improvvisa e sconcertante nei confronti del Cosmo, così che la generazione di psicopatici resti la mia e non sconfini in quella che, lo si voglia o meno, deve rimettersi in linea con lo scopo principale per il quale esistiamo. E colmare quel GAP culturale cui ho accennato circa un anno fa e che avrà bisogno di generazioni per essere superato.
Una favola, quindi, che senza fatine e renne volanti racconta ciò che ciascuno dovrebbe sapere e mostra, spero con semplicità, la nascita di una stella qualsiasi, la formazione dei pianeti e della vita, il difficile rapporto dei viventi con la stella e col proprio pianeta, le stagioni, la gioia della festa ed il rinnovamento. Non sono uno scrittore, quindi se ne avrete voglia leggetevela e poi spero mi suggerirete come migliorarla. E’ facile riassumere certi concetti, ma non ho 4 anni e come voialtri ho la mente ottenebrata dai pregiudizi.
Voi che avete scoperto che babbo natale non esiste, potete dirmi la vostra circa il senso o l’utilità di tale millantata esistenza. E, visto che non avete bisogno di favole, ecco un bel video sull’orbita del vostro pianeta (quindi la vostra orbita) intorno alla propria stella:
La favola l’ho già scritta, ma voglio farla revisionare da uno scrittore vero. Uno in grado di calarsi nei panni del lettore oltre che del personaggio. Uno corale
Sabato, che lui si proponga di aiutarmi o meno, vi faccio trovare la VERA favola di Natale. Stay Tuned!