Monthly Archives: December 2011

:Favole di Natale (premessa):

Rieccomi! Avete visto il video nel precedente articolo? Carino, no? La natività è sempre una bella favola, densa di significato e senz’altro conoscerne i dettagli è un bene, così com’è un bene conoscere le molte tradizioni relative a questo periodo dell’anno. Per i “nerd della natività“, coloro cioè che amano i “fegatelli” come si suol dire, su Radio Maria in questi giorni c’è Padre Angelo Tentori con la sua rubrica di mariologia, che, per dirla in maniera dissacrante, “fa il pelo alla madonna”.

Ma io, avendo bimbi piccoli per casa e per non menzionare la mia “certa età” :P , mi capita di conoscere altre coppie con bimbi dell’età della Martina. Un’età in cui si parla, si hanno degli interrogativi e delle domande da assolvere, alcune cose in cui credere e sulle quali fantasticare. Ecco perché reputo ingiusto, malato e dannoso questo martellante riferirsi alle festività di fine/inizio anno in termini di regali, babbi natale, befane e gesubbambini come se incarnassero il significato dell’euforia che la cultura ha posto, non a caso, in questi giorni di perielio. Come se fossero cioè i simboli del mondo presente più che eredità di antichissime tradizioni, poste in essere invece in oscuri meandri della storia, diversamente tramandati nell’evolversi della cultura che spesso sotterra ma ancor più spesso integra e rimpiazza, nel passato della nostra specie. AAAperta parentesi :D

E’ difficile cercare di parlare di tradizioni senza fare in qualche modo torto a chi ci ha cresciuto ottimamente, e in questa come in altre occasioni lo faccio menzionando-ma-evitando di parlare del passato: proprio in virtù dell’evoluzione che caratterizza tutte le culture della mia specie, non conosco un passato “fisso” o dei passaggi nell’evoluzione culturale che possano essere considerati esenti dai precedenti, vuoi per riscoperta, rottura, stagnazione o adattamento alle tecnologie di un contesto storico di riferimento. La perenne transizione della cultura umana viene presentata nelle scuole, anche se il trend è spesso privo di enfasi e la storia divisa per capitoli ne rende difficile la comprensione, ed è un tesoro per noi uomini di inizio millennio.

Parlando da sopra le spalle di chi mi ha preceduto ed a cui sono sempre disposto a rendere onore, dunque, il mio argomento riguarda l’odierno, in particolare ciò che facciamo noi, “gggenitori” di oggi. I miei coetanei spesso si trovano, e non a torto, a condannare la “gggente” preda di una inutile smania di acquisto/consumo. Lo faccio anch’io. Ma intimamente conosciamo l’ipocrisia delle nostre condanne, e questa consapevolezza si incarna quando realizziamo che anche noi stiamo dando ai nostri bimbi la stessa crescita (per contestualizzare: la stessa atmosfera natalizia) che avevamo noi: lettere a babbo natale, i canti di natale, i regali “se si è stati bravi” (e babbo natale tu non lo vedi ma lo sa, quindi comportati bene), arrivando infine allo svolgimento di riti di pesante elogio dell’abbondanza e di ostentazione del potere d’acquisto.

Ok, riassuntino: con delle premesse che varrebbe la pena elencare una ad una ma sto scrivendo di getto e quindi accontentatevi di queste e aggiungetele a quelle che già vi vengono in mente, le generazioni odierne:

  • non sono più costrette alle superstizioni della dura vita contadina e di borgata;
  • vivono in un sistema che garantisce, grazie ai sacrifici della generazione che li ha preceduti, un’istruzione di altissimo livello;
  • hanno, per un periodo limitato che varia a seconda dello strato sociale di appartenenza, la possibilità di esplorare se stessi alla ricerca delle proprie inclinazioni onde trovare la collocazione più appetibile per loro all’indomani del periodo di studio (con i compromessi che questa pratica si porta appresso, è inutile negarlo);
  • hanno a disposizione tecnologie che dovrebbero attendere al compito di unificare la nostra specie, allontanando ogni sciovinismo e barriera culturale;
  • hanno ereditato un’aspettativa di vita ragguardevole grazie ai progressi in campo farmaceutico che ogni anno ci salvano da influenze ed altre malattie e con la conseguente estensione del proprio concetto di lungimiranza (vivrò a lungo, quindi il mio domani corrisponde al dopodomani per i miei avi);
  • sanno ormai moltissimo (quasi tutto, al lordo di “pochi” dettagli ormai) dell’esistente, delle dinamiche che hanno portato la materia alla vita, della storia della propria specie e di moltissime altre specie viventi, intuendo peraltro (quando impossibilitati a viverlo direttamente) l’indiscutibile relazione che tutto ha con tutto;

Le generazioni odierne così configurate hanno di fatto tradito lo scopo che ciascuna di queste premesse si prefiggeva, perpetrando un modello di individuo che era valido invece solo nel passato, dal quale è stato per loro impossibile scollarsi. Solo se guardiamo la civiltà umana nel suo complesso, in quei pochissimi e primissimi e piccolissimi passi di applicazione minima di ciò che i nostri padri hanno contribuito a far arrivare fino a noi, possiamo intravedere un barlume che è ancora lì ad indicarci una via possibile per un uomo degno di questo tempo.

Sia chiaro: io non sono diverso da quelli della mia generazione, e come altri mi guardo commettere gli errori che l’istruzione ricevuta mi ha aiutato a riconoscere ma non mi ha aiutato ad evitare. D’altra parte, il bisogno di appartenenza espresso con logiche di distinzione esiste, fa parte di noi. Risponde a un’esigenza di connessione che abbiamo per natura…



Ecco perché, torno a dire dopo questa parentesi, reputo ingiusto malato e dannoso questo martellante riferirsi a figure mitologiche, giustamente riverite da generazioni che hanno vissuto sulla propria pelle carestie, terra, sangue, duro lavoro, hanno visto i propri figli non farcela, sono nati in un posto e hanno vissuto in altri centomila posti, hanno conosciuto lo sfruttamento vero, la fame vera, la sete vera, nessuna idea di vecchiaia o di pensione… ma oggi?

Oggi si aggiungono gingilli al gingillone, scavando ulteriormente oltre la fossa della più banale delle superstizioni. Perché l’atmosfera del natale ci piace, come il festival della canzone italiana; perché siamo incapaci di creare nuove forme di sodalizio; perché “gli studiosi alla televisione” dicono che i bambini hanno bisogno di sognare e quindi hanno la necessità di questi modelli di riferimento.

La verità emersa dopo gli anni ’30 del secolo scorso, però, ha rivelato l’arretratezza degli archetipi junghiani, specialmente se messi davanti all’emergente complessità della mente umana nelle fasi della propria formazione (e ancora non compresa bene, nonostante si sia passati da “lo psicoterapeuta ipotizzava” siamo arrivati a “l’esperimento evidenzia”).

Conclusione: perché se togli babbo natale, la befana, santa Lucia, il carnevale… perché se togli queste cose in favore degli eventi cosmici che le hanno generate (solstizio d’inverno / perielio ) hai tolto un sogno al giovincello?

Questa domanda avrà la mia risposta nel prossimo articolo :D
Ma intanto: Voi “gggenitori di oggi”, cosa avete detto alle vostre creature? State facendo loro credere al supernonno che cala dal camino come un ladro al contrario? Alle renne volanti? La vecchina sulla scopa di Harry Potter? Tentate forse l’impossibile, cercando di collegare nella testa dei Nostri successori i regali alla nascita del messìa? Se avete fatto una qualsiasi di queste cose… vi dispiacerebbe scrivermi il perché? :D

Posted in Blog | Tagged , , | Leave a comment

:Natale ai tempi di internet:

Buongiorno e perdonate la lunga assenza. Cercherò di tenervi al corrente degli ultimi sviluppi occorsi in quest’ultimo trimestre (in particolare la foto qui accanto) ma lo farò in un articolo successivo. Per i più impazienti, un piccolo riassunto: il parto è andato bene dopo un mio iniziale e violento attacco di panico, ma non sono io il protagonista di questa storia :) Francesco è adorabile, Martina l’ha presa benissimo ma non sa cosa la attende (e noi non crediamo di doverglielo dire, sperando si rivolga a noi nella fase iniziale della problematica primogenito/neonato). Cerchiamo, invero, di occuparci anche di lei, conoscendo il timore che senz’altro prova che noi si diventi indifferenti nei suoi confronti. Lo yuezi è sempre un dramma :) , ma si sopravvive e, soprattutto, funziona.

Per il momento, però, viviamo insieme il Natale ai tempi di Google in questo spassosissimo video (spassosissimo per i nerd: molti passaggi non sono proprio chiarissimi), tanto per rilassarci un attimo prima di cominciare a pensarci un po’ su. Questo “pensarci su” sarà oggetto del prossimo articolo :D

Buona visione :)

Posted in Blog | Tagged , , , , | Leave a comment

20111215_roma_compleanno di mamma

a/_2011/20111215_roma_compleanno di mamma>
17 pictures
More Galleries | Leave a comment

20111218_villaggio prenestino_saggio di danza

a/_2011/20111218_villaggio prenestino_saggio di danza>
29 pictures
More Galleries | Leave a comment

20111217_roma_Festa di compleanno di Martina

a/_2011/20111217_roma_Festa di compleanno di Martina>
77 pictures
More Galleries | Leave a comment

20111217_lunghezza_Martina e Francesco

a/_2011/20111217_lunghezza_Martina e Francesco>
6 pictures
More Galleries | Leave a comment

20111213_lunghezza_altri primi piani di Francesco

a/_2011/20111213_lunghezza_altri primi piani di Francesco>
3 pictures
More Galleries | Leave a comment