TROM è suddiviso in capitoli.
Il primo capitolo s’intitola Conoscenza ed è suddiviso in tre parti: Scienza, Evoluzione di tutto e Ambiente.
Questo primo capitolo è essenziale, essendo TROM un documentario su tutto non potendo però essere un documentario che parla di ogni singola cosa…
L’unico modo per affrontare lo scoglio della consapevolezza del nostro modello di vita attuale è prenderla da capo e cercare di vedere come abbiamo impostato la nostra società umana e perché.
TROM la piglia proprio da capo, senti che introduzione (tradotta dall’inglese):
… puoi sentirmi?
Si, penso tu possa sentirmi ora, ma non puoi vedermi, giusto?
E’ perché hai le orecchie.
Se chiudi gli occhi e provi a cercare lo schermo con le mani, saprai che è lì. Lo senti attraverso la tua pelle.
Se non riesci a toccarlo, potresti comunque odorarlo, riconoscendo la plastica calda, e realizzando che il tuo monitor deve essere lì. Fortunatamente, hai un naso.
Ma… e se lo assaggiassi?
Beh, sarebbe più difficile. Ma alla fine sentiresti il sapore della plastica, perché hai una lingua.
Conosci il mondo intorno a te, voglio dire tutto ciò che è intorno a te, attraverso questi cinque sensi.
Se hai le orecchie, puoi sentire, se hai gli occhi puoi vedere, attraverso la tua pelle puoi sentire il tocco, la tua lingua ti consente di assaggiare, e se hai un naso puoi riconoscere gli odori.
Occhi, orecchie, naso, lingua, pelle, sono “strumenti” coi quali sei nato/a e che ti aiutano a capire il mondo intorno a te.
Ma come fai a sapere queste cose?
Solo perché ne fai esperienza?
E chi ha diviso questa esperienza in cinque sensi?
La risposta è LA SCIENZA!
Dato che il mondo è complesso, al momento usiamo la scienza per scoprire e definire le cose.
Ma cos’è la scienza?
La scienza è per definizione una indagine e studio sulla natura, tramite osservazione e ragionamento. Banalmente, può essere riassunta come una serie di test, risultanti in una serie di numeri e lettere che, aggregate, sono in grado di porre definizioni.
Come fa a porre definizioni? La maggior pare delle persone distingue alcuni segni scritti come valori. I gruppi di segni più famosi sono le lettere ed i numeri. E’ un’invenzione che ci aiuta nel comprendere le cose, e a definirle secondo uno schema condivisibile.
Gli schemi con il più alto margine di condivisibilità erano anticamente e sono a maggior ragione tutt’oggi la matematica, la chimica e la fisica.
La scienza definisce ciò che osserva, attuando dei casi test relativi alla scoperta. Matematica, chimica e fisica, rappresentano linguaggi “fissi”, non soggetti ad interpretazione, come fossero “lingue scientifiche” che supportano la scienza e che la scienza supporta a sua volta.
Pensiamo al DNA, alle cellule, agli atomi, alle galassie, ai laptop, ai vestiti che indossi, al cibo, alla frutta, alle macchine, alle case, all’aria condizionata, alla fauna, alla flora, alle parti del proprio corpo. Ciascuna cosa è definita, e in un certo senso creata, dalla scienza. Quindi qualsiasi cosa la supporta.
Per capire a fondo il concetto di scienza, bisognerebbe sapere cos’è una teoria scientifica :
Una teoria scientifica comprime una sequenza di concetti, incluse astrazioni a partire da fenomeni osservabili, espresse con proprietà quantificabili, corredate di linee guida (chiamate leggi scientifiche) che esprimono le relazioni tra le osservazioni.
Una teoria scientifica è costruita intorno a dati empirici disponibili sulle osservazioni effettuate e viene messa a principio o corpo di principi per spiegare una classe di fenomeni.
Una teoria scientifica è completamente diversa da ogni altra teoria, essendo non “fantasia” ma la variante più probabile risultante dalle scoperte recenti.
E’ questo il veicolo attraverso il quale possiamo davvero vedere le cose come stanno. Il metodo scientifico è l’unica invenzione umana che, benché abbia radici culturali, è privo dell’ego che gli imporrebbe quindi di avvinghiarsi ad una definizione per motivi ad esempio politici. Ogni definizione può essere integrata, modificata, riverificata alla luce dell’innovazione tecnologica che l’accompagna. Ecco perché dobbiamo ricominciare da zero e ricostruire, utilizzando questa speciale ottica, la storia della vita sul pianeta Terra.
Il prossimo articolo si occuperà di questo: dal big bang all’homo spiens-sapiens in un quarto d’ora
Ci vediamo giovedì!
Ok, ok, ne abbiamo dette di tutti i colori sul comportamento “fin troppo umano” di Peter Joseph al momento del rilascio del suo nuovo capolavoro. Ho quindi bisogno di fare una piccola “review” io che c’ho dato molto dentro con le critiche, sia sul sito ufficiale, sia sul chapter italiano, sia appunto su questo sito e i social network che utilizzo escludendo forse LinkedIn Quindi: intanto il video.
Si tratta di 2 ore e 40 minuti di puro riassunto del significato della vita. Se il primo era discutibile e il secondo aveva qualche margine di dibattito, questo ti lascia totalmente ammutolito. BUONA VISIONE:
D’altra parte, il fatto stesso che duri 2 ore e 40 minuti è indice di “invisibilità” per un utente italiano, a prescindere dalla sua posizione politica e alla sua partecipazione alla politica. Già immagino quindi che SI a un pippone di sei ore sul Che o sul Duce ma assolutamente 2 ore e 40 in inglese sottotitolato so’ troppe… Parto quindi dal presupposto che molti di voi non lo vedranno, come al solito: c’è chi non lo vedrà per partito preso, chi non lo vedrà a causa dei propri “balzi di fede”… Ecco perché ci sono qua io, per voi, a tentare di ispirarvi ed andare a fondo alla questione Zeitgeist. Avevo iniziato questa cosa per la mail di rito che mando un po’ in giro ogni volta che esce un video sull’argomento. Si, faccio apostolato, l’ho già detto, non faccio parte di niente, seguo un mio percorso…
Comunque, eccoci. Io ci provo. Vi dico il saliente. Poi fate voi.
I Natura umana / Comportamento umano
in questa prima parte, subito quattro interviste intrecciate: Robert Sapolsky (biologo, neurologo, neurochirurgo), James Gilligan (psichiatra con esperienza quarantennale di prigioni americane), Gabor Mate (Fisico, psicologo, famoso per i suoi studi sul deficit di attenzione e iperattività) e Richard Wilkinson (epidemiologo e studioso degli effetti delle diseguaglianze sociali) spiegano a turno, in una serie di sequenze montate come se partecipassero a un discorso unico come i geni non hanno alcuna influenza sulla crescita e la personalità di un individuo, spiegando invece come questa (e con essa l’insieme dei comportamenti che fanno una persona) viene interamente formata attraverso l’esposizione all’ambiente, a partire dalla vita intrauterina.
Addirittura le malattie non dipendono dai geni. Gli studiosi sostengono che la scienza ha dimostrato che i geni contengono fattori di “predisposizione”. Predisposizione, non “predeterminazione” comunemente associata loro. Si arriva quindi all’assunto che anche i comportamenti antisociali, l’attitudine alla violenza, la tendenza alla dipendenza da droga, non abbiano nulla di “geneticamente ereditario”. D’altra parte, invece, portano prove e dati a sostegno del fatto che la maggior parte dei fattori determinanti avviene nelle primissime fasi della vita, e lo fanno con numerosi esempi: toccare la fronte del bimbo in incubatrice favorisce lo sviluppo del cervello, allungando materialmente l’aspettativa di vita del nascituro; la totalità dei criminali più violenti ha subito o ha assistito allo stesso crimine che hanno commesso, anche quando questi non sono in grado di ricordarlo.
Quindi, questa prima parte passa all’insegna di: formazione della personalità, abusi infantili, abbandono, bio-psico-socialità dell’essere umano. E soprattutto il concetto di “Abbandono Prossimale” (nel senso di prossimità, cioè quando un genitore è presente fisicamente ma mentalmente assente a causa del proprio personale stress psicosociale)
Ora: mi si lasci dire una cosa. La mia generazione e, ancor di più, la generazione che noi abbiamo generato, SOFFRE DI QUESTO ABBANDONO PROSSIMALE. E’ una cosa che riguarda TUTTI noi. Lo stress psicosociale è dimostrabile in un arco che va indietro di SENZA DUBBIO 50 ANNI. Rendendo quindi l’abbandono prossimale una realtà inevitabile. Anche se, concordo con voi, non sensibile quanto (ovviamente) un abuso o un vero e proprio abbandono… E se pensate di aver letto questo e credete di no, che siete invece genitori presenti anche mentalmente… o se pensate che leggendo questo possiate evitarlo… scordatevelo. E’ nel sistema cui contribuiamo lavorando. E, a meno che non viviate al di fuori di questo clima sociale, siete fregati.
Questa parte conclude più o meno che i bisogni umani, quando vengono espressi e trovano il conforto che cercano, portano l’individuo verso alcuni comportamenti. Quando invece vengono espressi e non trovano il conforto che cercano, portano l’individuo verso altri comportamenti. Uno di questi, ovviamente, è il reprimere tali bisogni. Ciascuna di queste cose ha conseguenze sui nostri comportamenti. Non so se si può non essere d’accordo con questo, a me pare ineccepibile.
Patologia sociale
Questa parte è tenuta insieme principalmente dall’intervista al dottor John McMurtry, etico, filosofo ed anticapitalista convinto, che prende il mercato proprio dai concetti iniziali, Adam Smith, John Locke, ecc. Concetti come la “razza dei lavoratori”, la “mano invisibile del mercato”, economia basata su cose come le persone in carcere, o sulle malattie che perpetuano, il consumo ciclico, ecc. sono presenti in questa sezione del video.
Concetti sui quali si può avviare una discussione, certamente, perché si parla di testi risalenti a periodi non propriamente sotto l’occhio della scienza in senso moderno. Partecipa anche Michael Ruppert (diciamo che è uno che investiga sulle cover-ups della politica), in una intervista separata: in questa parte comunque c’è (anche se qui è messo molto meglio) quanto era già indicato nel filmato di orientamento dell’attivista del Movimento Zeitgeist. Qui purtroppo confonde i termini “economia” con “economizzare”, ed è alquanto imbarazzante… anche se il concetto è giusto. Ma è l’efficienza, non l’economia, il concetto che si occupa di cose come la riduzione degli sprechi e l’allontanamento della fase di obsolescenza del prodotto. Cosa che ribadisce poco dopo.
Comunque, va avanti sulle cose che già sappiamo, in particolare se avete letto “Patologia Sociale” su questo stesso sito: obsolescenza pianificata, consumo ciclico, sfruttamento del lavoro, finta concorrenza… Cose come “Se il cancro fosse debellato sparirebbero migliaia di posti di lavoro”, ecc. Tutte cose di cui s’è parlato già, messe nuovamente in riga per ribadire la religione del soldo, in contrasto con la natura e la curiosità umana.
La natura delle relazioni stesse, infine, ridotta a scambio.
E’ sempre qui che si arriva, come su TROM. Tassi d’interesse, debito, lo schema Ponzi, ecc. Quando arriva alla borsa, dove si comprano e vendono soldi e debiti, interviene anche Max Keiser, ex broker e ora, diciamo, uomo di spettacolo. Che, essendo stato parte di quel mondo, può ora con tutta tranquillità affermare che in pratica la frode è ormai regola intrinseca al sistema.
Ritornano Wilkinson, Gilligan e Sapolsky con il fattore di maggiore impatto e cioè la diseguaglianza sociale insieme alla definizione dello stress psico-sociale cronico causato dal sistema monetario/di mercato.
La carrellata dei fattori quali innovazione, salute, ecc. in nazioni disposte per grado di eguaglianza sociale la trovate su http://www.equalitytrust.org.uk e sono gli studi di Wilkinson.
Progetto Terra
Un grande classico: immaginiamo di essere su un’astronave e di trovare la Terra, come in Battlestar Galactica.
La Terra come la conosciamo oggi, solo senza l’homo sapiens-sapiens. Quale approccio avremmo nella colonizzazione? Approccio politico? Religioso? O piuttosto scientifico?
Chiaramente, Jacques Fresco se la comanda, se la suona e se la canta in questa parte, che non vi sto a dire perché dovreste saperla a memoria o aver visto in questo sito alcune primizie tecnologiche come il vertical farming, il venus project, ecc.
NON SI TRATTA DI FARE LE CITTA’ DI STAR TREK! Si tratta di accettare processi in atto, come ad esempio la meccanizzazione e la disoccupazione tecnologica. E di reagire di conseguenza.
Volete sapere il programma di un così ambizioso progetto? Eccovelo. ATTENZIONE: SPOILER!
I – Sistema di Gestione delle Risorse Globali
1) Scansione della Terra: alla ricerca delle zone migliori dalle quali trarre energia di vario tipo (e ce ne sono a bizzeffe, con la nostra tecnologia e senza lo scoglio del sistema monetario: solare, eolico, delle maree, geotermico, del moto ondoso…)
2) Gestione delle risorse riscontrate: Non solo monitorare l’andamento del consumo delle risorse da parte dell’uomo, ma anche l’andamento della rigenerazione di tali risorse da parte del pianeta
3) Spostamento delle risorse: la Teoria dei Sistemi ha già la risposta. E anche noi. La creazione di un software di aggregazione dati, di nome appunto Sistema di Gestione delle Risorse Globali. Esso conterrà tutti i dati riscontrati e l’indice di consumo da parte nostra e rinnovabilità.
II – Sistema di Gestione della Produzione Globale
1) Preservazione Strategica: e cioè utilizzo di materiali tenendo conto dell’equilibrio dinamico (e cioè il tempo che impiega a riformarsi), così da mantenere attivi i meccanismi del pianeta. C’è perciò bisogno di sapere ciò di cui si ha davvero necessità ed utilizzare risorse fossili solo in caso non fosse possibile fare altrimenti
2) Sicurezza Strategica: e cioè una produzione che tenga conto della preservazione strategica, evitando meccanismi retroattivi come l’inquinamento…
3) Efficienza Strategica, nelle forma di tre protocolli:
- costruire beni fatti per durare
- costruire i beni tenendo conto di tutte le condizioni per il riciclo
- costruire i beni in particolare quelli a tecnologia con maggior tasso d’innovazione, come l’elettronica, tenendo in considerazione l’idea di estenderli e rinnovarli senza dover essere distrutti.
Queste due cose sono cose TECNICHE, che non hanno bisogno di alcuna opinione. Basta inserire le variabili in un programma, una sorta di motore di calcolo, in grado di calcolare la soluzione migliore e di tirarla fuori. Non c’è politica, religione, non ci sono opinioni personali, ipotesi da indottrinamento, nulla.
III – Distribuzione
1) Strategia della Prossimità: Ovvero eseguire gli spostamenti col minore impatto da un luogo all’altro.
2) Sistema di tracciamento della Domanda e Distribuzione. Attraverso un tracciamento corretto di domanda e distribuzione è possibile gestire le quantità dei beni e le destinazioni nel modo più efficiente. Sembra inverosimile, vero? Ebbene: tutte le grandi marche lo fanno già. Ciascuna per se. Il motivo per il quale lo fanno è per non arrivare ad avere eccedenze, ne’ carenze. In pratica questo sistema esiste già.
3) Accesso Strategico: questa apparirà ovvia. Ciò che conta di moltissimi beni attualmente in circolazione non è il bene in se’ ma lo scopo per il quale occorre. Ad esempio se la telecamera ti serve solo quando sei in viaggio, sarebbe assurdo possederne una. E’ più efficace che la telecamera sia disponibile per te quando la necessiti e che la riporti quando hai terminato. Potresti permetterti così una telecamera da paura, potentissima se devi fare un filmone o piccolissima se vuoi fare un reality a ricordo del viaggio… subacquea o radiocomandata… insomma… sfiziamoci!!! La logica è quella: utilizzo in luogo del possesso.
Conosco l’obiezione tipica, che viene ora: dice “Si, questa è davvero utopia!! Non si è mai visto un ‘negozio’ dove entri, ti prendi le cose e poi le riporti”.
Ah no? Che mi dici delle biblioteche? Eh? Prendi la buona idea già presente nel sistema e la “riscali”, cambiandone le dimensioni…
Se ben gestite, queste tre cose sinergicamente possono garantire illimitato accesso all’abbondanza da parte della civiltà umana tutta. Scusa se è poco eh…
Qui interviene il dottor Behrok Khoshnevis, che spiega come la meccanizzazione non sia un’idea o una proiezione nel futuro ma una realtà solida che va intensificandosi. A discapito del lavoro umano. Adrian Bowyer presenta invece Rep-Rap, la stampante 3D.
Questa parte mostra anche come l’individuo viene “ammorbidito” dal sistema monetario, e convinto a credere che liberarsi dal lavoro vuol dire non fare un cazzo dalla mattina alla sera.
Parte finale
L’ultima mezz’ora riassume ed integra un po’ i punti messi in evidenza prima, dopo aver descritto l’ipotesi del Venus Project (costruire una città nella misura più efficiente e sostenibile conosciuta dall’uomo), l’illusione dell’attuale concetto di democrazia, la falsa idea che il mercato abbia causato l’incremento della salute e della qualità della vita (che è dimostrato invece essere il frutto dei progressi scientifici e dei progressi della petrolchimica), la violenza strutturale, ecc.
Vi partecipa il geologo Colin Campbell e, prima della parte finale, si parla dell’era del petrolio e come questo sia alla base, attualmente, dell’agricoltura e della vita tutta… finendo proprio per “farne parte”, essendoci ormai tracce di petrolio in qualsiasi cosa.
Il film conclude con la visione di un futuro in cui si guarderà a questo e ai soldi, così come ora noi guardiamo ai coltelli di pietra del paleolitico. Le immagini che vedevamo, di quando in quando, sull’uomo con la valigetta a Times Square, fanno parte di una lezione di storia su come è finita quella fase della storia dell’uomo: una rivolta globale, senza alcuna violenza registrata, la restituzione dei soldi alle banche, i potenti capiscono e si arrendono, le forze dell’ordine cedono, e l’umanità conosce un nuovo inizio.
Considerazioni Personali
Mi secca dirlo, perché mi aspettavo tantissimo da questo lavoro di Peter Joseph ed ha davvero quasi coperto ogni mia più rosea aspettativa. Però devo per forza di cose ammettere che è TERRIBILE la parte finale.
Nel senso che, al di là del significato indubbiamente ispirante, è davvero una parte realizzata in modo “pacchiàno”, come diciamo a Roma. Addirittura le ultime tre frasi sono in transizione… e se guardate attentamente il pianeta Terra durante la transizione, l’effetto è bruttissimo: in pratica sono tre immagini, e la Terra è riportata in tutte e tre (INVECE DI FARE LA TRANSIZIONE SOLO SUI TITOLI, HA FATTO LE TRANSIZIONI CON TRE IMMAGINI), col risultato che la Terra si muove poco poco e segue le transizioni.
Un risultato terrificante che quasi uccide un altrimenti splendido lavoro di armoniose animazioni, effetti sui video (avrete notato gli sfondi durante le interviste… insomma, non è certo un novellino) e un montaggio praticamente perfetto delle interviste e dei grafici. Non mi piace la canzone finale sessantottina ma il resto del video è molto ben musicato. Niente, il finale è ispirativo ma realizzato male. E, da due o tre cose che ho capito, forse è stata proprio la realizzazione del finale a fargli spendere più di 200.000 USD!
A mio avviso, quindi, se le poteva risparmiare e poteva senz’altro fare un’altra animazione sullo stile di quella che apre il film (quella sulla vita di Fresco) che personalmente ho trovato molto bella.
E’ chiaro che il film è molto di più di questi aspetti diciamo un po’ più tecnici. Però sotto l’altro profilo, quello del contenuto, del messaggio intrinseco, di alcune sempre più rare opinabilità insite negli argomenti… lo trovo impeccabile, e devo dire che è una brutta chiusura quella di chi non vuole vederlo perché pensa che il sistema attuale sia giusto e che se cambiassero gli interpreti sarebbe il migliore sistema possibile.
Pronti? Si comincia!
Come avevo già annunciato nel precedente post, sono in contatto con l’autore di TROM. Il quale ha accettato di rispondere ad alcune domande per introdurre, più precisamente di quanto possa fare io, il suo documentario.
TROM vuol dire, per chi ancora non lo sapesse, “la mia realtà“. Con un titolo così autoreferenziale, quindi, non si poteva prescindere dalle intenzioni dell’autore, anche se poi il documentario parla della realtà di tutti.
PICCOLISSIMO DISCLAIMER: Io non conosco l’autore di TROM personalmente. Non so come la pensa, non sono sicuro di essere d’accordo con lui su tutto, non ci siamo mai sentiti prima al di fuori di questa “intervista”. Tutto è venuto fuori quando ho linkato il suo documentario ai miei amici. Uno di loro ha risposto a tutti dicendo di non guardare TROM, perché è fatto dalle stesse persone che hanno fatto Zeitgeist e il Venus Project. Siccome io avevo visto soltanto i primi video (tutti sulla scienza) avevo risposto che no, non c’entra niente col Venus Project. Viste le insistenze del mio amico ho perciò deciso di contattare l’autore, il quale prontamente mi ha risposto di non avere nulla a che fare con il Movimento Zeitgeist o il Venus Project ma che il Venus Project rappresenta la migliore proposta attualmente a nostra disposizione per ritornare con la nostra vita a contatto con la realtà vera su cui si basa l’esistente.
Con la doverosa premessa, quindi ecco quindi le domande che gli ho fatto e le risposte che ho ricevuto:
D: Ciao Tio, facci conoscere un po’ di più l’uomo dietro il progetto: chi sei? Da dove vieni? Dove sei cresciuto? Cosa ti piace? In sostanza, dicci qualcosa di te.
R: Beh, per iniziare dirò che questa è una cosa comune nella nostra società (il riferimento a uno status sociale) e una tendenza della gente ad associare ciò che rappresenti all’interno della società col tuo lavoro, o qualsiasi cosa relativo a te, quindi ecco il perché del desiderio di sapere chi ha fatto questo e chi ha fatto quello. Quindi, io direi di porre l’attenzione, di concentrarsi nel trovare informazioni vere, intendo informazioni provabili scientificamente, ed avere questo come unico scopo. Non importa da chi viene l’informazione ma cosa viene.
Se vuoi posso darti ogni informazione su di me, anche quelle “confidenziali”, perché non hanno valore per me, ma non lo trovo rilevante, quindi ti darò solo un po’ di informazioni per non sembrare irrispettoso: sono nato in Romania ma da un po’ di anni sono in Spagna ed ho fatto esperienza di classi sociali media e povera, ed estratto importanza da questo (influenza dell’ambiente). Sono cresciuto con molti amici in una città molto piccola. Ho accumulato esperienza in un ambiente popolare, ma nel tempo anche fuori da esso ed ho notato le differenze.
Da un po’ di anni mi trovo lontano dalla “normalità“, ma ho anche mantenuto relazioni sociali.
D: Sono sicuro che hai pensato a questo progetto molto prima che lo iniziassi. Dacci qualche dettaglio in più su come è venuta fuori l’idea.
R: L’idea è la mia realtà costruita attorno alla scienza. Dico “mia” per non imporla alle altre persone perché, nei fatti, questa è la realtà, non c’è altro modo oggi di guardare al mondo.
Ho scoperto che la gente normale in questa società fa cose senza chiedere. E crede… non ho mai capito la parte in cui si crede (scegli una idea e la segui !?), così ho iniziato ad analizzare questa situazione. Ho riscontrato che molti anni or sono la gente ha creato qualcosa chiamato “scienza” e che questa era basata sulla via più ammissibile per gli uomini di guardare al mondo. Ma questa non è stata la cosa più interessante. La parte più shockante fu il constatare che la gente aveva dimenticato qualcosa: e cioè di estrarre significato dai dati ottenuti. Così le persone hanno continuato a vivere nell’immaginazione (nazionalità, confini, religione, ecc.)
Quindi, guardando cosa stava accadendo, ho reagito. Il modo più efficiente per raggiungere le persone attualmente è con documentari ed internet. Ed è ciò che ho fatto.
Ho lavorato da solo per circa un anno, mettendo in piedi il tutto su un sito web/blog per rendere solido il documentario attraverso le reazioni della gente, poi modificando, traducendo, mettendo in piedi il sito e molto altro.
D: Qual è stata “la goccia”, l’ultimo evento dopo il quale hai deciso che era il tempo giusto per iniziare a lavorare e realizzare seriamente questo progetto?
Beh… non c’è stata una “ultima goccia”. Il sistema attuale è lontanissimo dalla realtà e non sta andando da nessuna parte.
Da un punto di vista medico, il 99% della gente potrebbe essere dichiarata schizofrenica, essendo le loro vite costruite e basate maggiormente sull’immaginazione (matrimonio, religione, status sociale, ecc). L’ambiente è stato la causa scatenante che mi ha spinto a realizzare questo documentario, cioè il soggetto di questo documentario è stato l’unico responsabile del documentario stesso.
D: Quali sono le tue qualifiche/studi/percorso educativo (in relazione al progetto)? Voglio dire, hai un qualche titolo per parlare di tutta la realtà e mostrare una qualche possibile soluzione? Se altrimenti sei un “semplice amateur”, quali sono le principali fonti dei tuoi video?
R: Nessuna. Non ho alcuna qualifica in questo sistema e non ne sto cercando per adesso. Ho iniziato la mia istruzione a scuola fino alle superiori e sono andato anche al college. Non sono affatto vecchio, al contrario, ti sorprenderebbe vedere quanto sono giovane.
Le mie fonti sono numerosi documentari scientifici, moltissimo sulla tecnologia e altre cose che suscitavano il mio interesse (utilizzando Internet). Ho visto quasi ogni video con Javques Fresco, Rychard Feynman, Jiddu Krishnamurti, James Randi ed ho imparato molto da loro.
Internet è lo strumento migliore oggi se sei una persona curiosa.
D: Personalmente, cosa speri di ottenere da questo lungo documentario? Al di là della visibilità, al di là del voler aprire la mente allo spettatore…
R: Niente. Davvero, non mi aspetto nulla dalla gente. Questo mi da un certo vantaggio sul progetto, che non mi fa sentire minimamente frustrato. Questa è la realtà, presentata in TROM, se la gente reagirà il mondo cambierà in maniera incredibile e si evolverà senza fine. Altrimenti, proverò a presentare alla gente questa realtà in maniera diversa, in quanto è davvero ovvia. Voglio raggiungere più persone possibile e spero che la gente reagirà alla vista di TROM , ma non mi aspetto nulla di particolare.
D: Tu, come chiunque altro, cammini attraverso un percorso. Un percorso che si spera ti porta ogni giorno ad essere migliore del giorno prima. TROM, come tutte le altre cose, segue lo stesso percorso. Come ti proponi di farlo evolvere così da essere un documentario sempre corretto e superare il tempo e (possibilmente) nuove scoperte?
R: Non sto pensando a ciò che succederà di TROM e come evolverà, ho solo informazioni in testa e da lì estrarrò possibilità future. Sto cercando di essere preparato per ciascuna di esse.
TROM non è una “cosa” stabile, l’informazione presentata lì può cambiare nel tempo ma, per ciò che conosco del mondo (la realtà/mondo scientifica) queste informazioni saranno migliorate/aggiornate, non cambiate.
TROM è l’unico modo di pensare per adesso, non ce n’è un altro. E non dimentichiamo che non si tratta di scegliere un modello di pensiero, quanto di estrarre ciò che si sa e che si capisce (con fatti solidi) del mondo.
Questo non ha bisogno di presentazioni. Ce l’avevamo in canna, lo aspettavamo ormai da due settimane. Non è ancora la release ufficiale. Ma tant’è. Non ci aspettiamo verità sconosciute prima, ci aspettiamo per la terza volta un ottimo lavoro di ingegno, sintesi, regia, musica, animazione, in un discorso divulgativo e senza dubbio propagandistico che ponga ancora una volta l’attenzione sulle delizie di un futuro basato sulla gestione delle risorse e la relazione strettissima tra l’ambiente e la natura umana.
Buon cambiamento a tutti!!
Aggiornamento del 26/01/2011:
Il video qui incapsulato era la versione “teatrale” di Zeitgeist Moving Forward. “Fuoriuscita da una fonte interna”, dice il sito web relativo. Anzi, vi traduco proprio il messaggio, dal momento che la cosa è notevolmente fastidiosa:
25 GENNAIO, ORE 18 – UPDATE:
A CAUSA DI DIFFICOLTA’ TECNICHE, IL RILASCIO UFFICIALE ONLINE DI ZEITGEIST: MOVING FORWARD E’ RITARDATO DI UN CERTO NUMERO DI ORE.
TRISTEMENTE, UNA INTERNA ED INCOMPLETA COPIA DEL LAVORO E’ STATA TRAFUGATA. SE HAI QUESTA VERSIONE, PER FAVORE NON LA METTERE ONLINE. SE LO FAI, SARA’ RIMOSSA COMUNQUE TRAMITE I NOSTRI AGENTI PER FACILITARE LA DIFFUSIONE DELLA VERSIONE UFFICIALE.
ANCORA, SE METTI ONLINE LA VERSIONE NON CORRETTA, UNA DICHIARAZIONE DI COPYRIGHT SARA’ EMESSA NEI TUOI CONFRONTI AFFINCHE’ LA VERSIONE NON CORRETTA VENGA RIMOSSA, QUINDI PER FAVORE NON ESEGUIRE UPLOAD.
LA VERSIONE (GRATUITA) UFFICIALE SARA’ MESSA ONLINE SOLO ATTRAVERSO VIMEO E IL CANALE UFFICIALE DEL MOVIMENTO ZEITGEIST
Cioè, in pratica il video è Zeitgeist PIRATATO?
Sul forum del movimento zeitgeist italia ho letto che “nessuno avrebbe dovuto metterlo in giro”… MA SCHERZIAMO ?
Ce le ha messe “lui” in giro quando ha fatto la “prima ai cinema perché voglio fà l’evento mondiale, poi a tutti gli altri”!
Ma io stesso, se avessi avuto una videocamera per riprendere 2 ore e 40 avrei ripreso Moving Forward. Mica è un film di Hollywood che guardi una volta sola e hai capito tutto… Zeitgeist The Movie è uscito con molta più umiltà, aveva un messaggio che a suo modo era rivoluzionario e quindi automaticamente non cadeva in certe “trappolucce” da dilettanti.
La rimozione della versione cosiddetta “theatrical” da youtube la considero censura!
Ho letto che lo fa per una questione di “genuinità di statistiche”… ma per favore…
Addirittura che “ecco, è uscita la versione leaked e quindi sarà inutile rivedere l’originale”… Intanto… se guardare la theatrical vuol dire non aver voglia di guardare l’originale, vuol dire che la theatrical non è NE’ incompleta, NE’ incorretta.
Ma poi… io (e non solo io) sono convinto che lo guarderò e riguarderò DECINE DI VOLTE! Anche se, avendo seguito le sue lectures (anch’esse viste e riviste decine di volte), non mi porta alcuna informazione nuova.
Questo attaccamento al “pezzo”, più che al messaggio o alle intenzioni per le quali questi video sono nati, è davvero irritante.
Non dovrebbe esserci alcun problema di fronte alla visione di Moving Forward, quale che sia la fonte. Io sarei lusingato da una ricerca così spasmodica da parte degli utenti per un lavoro che ho fatto io. Ad ogni modo, soltanto gli aficionados possono vedere uno zeitgeist non sottotitolato come quello che avevo incapsulato io in questo articolo.
E’, io credo, una questione di “link all’ora”. E’ chiaro che la registrazione di una presenza massiccia è più efficace di una presenza frammentata. Nondimeno… per quale assurdo motivo non dovrei rivedere anche quello “ufficiale”?
Già mi suonò DAVVERO STRANO che non ci fosse il canale LiveStream durante la proiezione del 15 gennaio… con una telecamera che inquadrasse il film… ma il mio punto, sul quale spero siate d’accordo, è che non c’è “ufficiale”, è una distinzione arbitraria. Non me la prendo neanche per la volontà di ricevere feedback che considero legittima. Me la prendo con i messaggi “i nostri agenti”… il “claim di copyright”… la “wrong version”…
Cose che mi hanno fatto pensare si sia vagamente montato la testa. Perché mi trattano come un “seguace”. E la cosa non mi piace proprio.
Per inciso, ho fatto in tempo a vederlo. E lo considero una bellissima opera d’arte, che vedrò e rivedrò volentieri in alta qualità.
Peraltro, il video proposto dal gruppo Zeitgeist cui sono iscritto su facebook e che portava alla seguente pagina, mostra il seguente e più eloquente messaggio:
“Questo video non è più disponibile
a causa di un reclamo di violazione del copyright
da parte di PETER JOSEPH/ GENTLE MACHINE PRODUCTIONS.”
Non mi pare ci sia da aggiungere altro. Non permetterò a queste… “piccole umanità” (e dico “piccole umanità” per non essere altamente scortese) di infangare il giusto messaggio dei grandi (alcuni dei quali ancora vivi) della Terra a causa di questo sconsiderato collezionatore di idee altrui in evidente crisi isterica!
Aggiornamento delle 16 (è sempre il 26/01/2011):
LA VERSIONE UFFICIALE è ONLINE!!
Ho trovato questi video per caso e, dopo aver approfondito appena appena mi sono convinto che condividerli qui su pasife.net sia una parte del percorso che devo fare e che voi che leggete potete fare insieme a me.
TROM è un lungo documentario diviso in parti, che affronta varie tematiche e che nell’insieme dura 12 ore. L’idea ha davvero del genio, e racchiude il senso piu’ profondo della nascita di piattaforme come youtube ed altri social media, ecc. E’ da pensare come a “un corso”, non dico un corso di carattere universitario, ma una serie di mini-lezioncine il cui programma abbraccia l’esistente e la realtà nella quale viviamo oggi.
Ecco il trailer. Di seguito, l’adesione di pasife.net al “programma”. Buona visione!
In pratica, qui su pasife.net ci vedremo insieme l’intero documentario, un passo alla volta, fino a conclusione. Non dovrà essere una cosa impegnativissima, quindi qua penso di metterci due video a settimana. Vogliamo fare uno il lunedì e uno il giovedì? Così avrete modo di vederli tutti, senza l’ostacolo che “ooooh 12 ore, e chi ce l’ha tutto sto tempo?”… e, cosa piu’ importante, ogni tema avrà un post dedicato qualora voleste commentare.
Essendo poi l’autore del documentario persona molto disponibile, ha accettato di rispondere a qualche domanda che gli ho fatto per introdurre il suo progetto qui su pasife. Ho quindi la speranza di potergli chiedere qualcosa in piu’ nel corso degli eventi e di specifico sui video che vedremo qui.
Si perché il problema di TROM è che è in inglese, senza sottotitoli. Quindi è ovvio che la maggior parte di voi non abbia voglia di guardare un video tutto in inglese senza sottotitoli. Non riuscirei a colmare il gap linguistico, quindi per ogni video farò un’introduzione io.
E vedremo come va. Appena l’autore mi fa avere le risposte alle domande si comincia.
AGGIORNAMENTO del 25/01/2011:
Tio, l’autore di TROM, mi ha risposto ieri sera. Stamattina ho letto le sue risposte ed effettivamente introducono il suo progetto meglio di me (ma era ovvio). Quindi, sintonizzatevi sulla sezione TROM il giorno 27 Gennaio 2011 (dopodomani…) per la sua introduzione al documentario. Poi, dalla prossima settimana, ogni lunedì e giovedì fino alla fine del documentario, un “paragrafo” alla volta esploreremo la realtà insieme.
Il video che segue è costituito da pochissime riprese dell’evento triestino di Moving Forward, cui succede una breve intervista a Paolo Posocco, che tenta di riassumere brevemente lo scopo del movimento.